IL TOPINAMBUR: VIGOROSO, INVADENTE… MA ANCHE BUONO!
L’Helianthus tuberosus
Il topinambur, nome comune di Helianthus tuberosus, è una pianta di origine nordamericana, oggi diffusa in tutta Italia, nota anche per essere riconosciuta come specie invadente. Appartenente alla famiglia delle Asteraceae, il Topinambur è un erbacea perenne; produce tuberi commestibili di colore rossastro o rosato, il cui gusto assomiglia vagamente a quello del carciofo.
I fiori sono piccoli e gialli, simili ai dei girasoli (specie parente del topinambur in quanto condividono lo stesso genere Helianthus); la pianta, invece, presenta uno sviluppo molto vigoroso, con fusti eretti che possono raggiungere altezze interessanti (circa i 3 metri).
Il periodo in cui trapiantare i tuberi è marzo – inizio maggio, mostrando particolare attenzione alle eventuali gelate di quel periodo. Il momento per la raccolta è variabile e prolungato, in genere si comincia a partire da fine settembre, fino all’arrivo delle gelate d’inverno.
I tuberi sono delle strutture vegetali e costituiscono solo una parte della pianta intera; si tratta di una porzione del fusto modificata, interrata nel suolo, che assume una forma piuttosto tozza e dentro la quale il vegetale stipa le sostanze con funzione di riserva energetica (come l’amido ad esempio). Nello specifico, i topinambur sono costituiti da una buona quantità di acqua (che raggiunge percentuali dell’80%), glucidi, vitamina A e tracce di vitamine del gruppo B; aminoacidi come asparagina e arginina e numerosi sali minerali (tra cui ferro, potassio, silicio, fosforo, magnesio).
Il Topinambur in Piemonte
Il Topinambur, storicamente chiamato dai contadini “tupinabò” o “ciapinabò”, viene coltivato in tutto il Piemonte, principalmente negli orti dell’alessandrino, del cuneese, del torinese e dell’astigiano. Negli ultimi decenni si è diffusa la coltivazione anche nella zona di Carignano, dove si tiene in ottobre la famosa “Sagra del ciapinabò”.
Sempre in Piemonte l’ortaggio è entrato nella cucina locale per la preparazione di numerose ricette, sia tradizionali che creative. L’impiego più conosciuto del topinambur, è sicuramente nella “bagna caoda”, ma viene anche utilizzato come ingrediente principale nell’insalata con sedano e noci. L’erbacea può essere consumata sia fredda che calda, ma il piatto tipico piemontese prevede di affettare il tubero e stufare brevemente, soffriggendo con poco olio e uno spicchio d’aglio, e un eventuale aggiunta di un’acciuga salata sciolta nel condimento. Infine il topinambur può essere adoperato anche per la preparazione di condimenti, come pasta gnocchi o torte salate. Ottima anche la crema di topinambur. (fonte Piemonte Agriqualità)
I fiori di topinambur nell’arte
Così come i suoi parenti girasoli, rappresentati nel famoso quadro di Van Gogh, anche i fiori del topinambur sono protagonisti di un’opera d’arte: si tratta del quadro Fiori di Topinambur di Claude Monet, pittore francese di nota fama, considerato tra i padri dell’impressionismo della sua nazione.
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